
DESCRIZIONE | Vediamo rappresentata una figura femminile in piedi con la mano sinistra nascosta sotto il mantello e la destra a contatto con delle fiamme che provengono da una sorta di podio. Ha sulla testa un velo, cinto forse da una corona.
Accanto a lei, c’è un putto alato che sorregge una tavola in pietra su cui scritto: “Diliges dominum toto co…” |
PAROLE CHIAVE | DILIGES DOMINUM DEUM TUUM EX TOTO CORDE TUO;
IUSTITIA |
ICONCLASS | 11M44 |
MOTTO | “QUAE IUSTITIA SANCTOS COLERE ET SANCTA SPERNERE?” |
TRADUZIONE MOTTO | Che giustizia è venerare i santi e disprezzare le cose sante? |
FONTE
MOTTO |
San Giovanni Crisostomo, Omelie, n. 24. Si trova come: Quae est ista justitia, Sanctos colere, et sanctitatem contemnere? Primus gra-dus pietatis est sanctitatem diligere, postea Sanctos. |
COMMENTO
MOTTO |
Il motto esorta il buon cristiano ad esercitare la propria fede senza limitazioni. |
IDENTIFICAZIONE
SOGGETTO |
Le stesse parole tratte dal Vangelo secondo Matteo (Diliges dominum toto co..) dipinte nell’affresco le troviamo nella descrizione della Religione vera Christiana nell’Iconologia.
Anche nel caso dell’allegoria della Castità, si nota che nel motto latino si trovano delle parole citate direttamente nell’Iconologia di Ripa del 1625. Questo aspetto fa pensare che ci sia stato un uso diretto di questo testo per mettere a punto un preciso programma iconografico. ULTERIORE IPOTESI: GIUSTIZIAUn’ulteriore ipotesi di identificazione dell’affresco è la virtù della Giustizia, anch’essa descritta nell’Iconologia. |
FONTI | – |
LINK | Religione Cristiana nell’Iconologia di Ripa; Castità; Giustizia nell’Iconologia di Ripa |